Mar 3 2011

Immunità (1a puntata)

 

Concordo con Paolo Rossi quando dice che l’unico modo per parlare di Italia in questo momento è utilizzare il registro della fantascienza. È tutto così assurdo che Samuel Beckett a confronto è diventato quasi rassicurante. Da caminetto e pipa.

C’è un premier che pur di non andare al fresco sta manipolando a suo piacimento un paese intero, da anni. E ormai ce l’ha detto in mille modi, chiaramente. Ma l’Italia ha iniziato a parlare una lingua aliena.

Non ci capiamo più nulla. È successo tutto quel giorno.

Ero sull’amaca in giardino, un pomeriggio torrido di dicembre. Leggevo la storia dell’albero a cui era appeso un capo della mia amaca. Con una semplice fotografia e un piccolo frammento dell’arbusto centenario il mio fedele I-sto ne aveva tracciato l’evoluzione, le interazioni e le virate ambientali. Ho iniziato dal mio giardino per poi passare alla città, alla sue pietre rosse, ai portici. E alle persone. Un modo per riprendere in mano le fila di un passato che durante l’ultima “giornata della semplificazione” è stato cancellato. E’stata una decisione abbastanza condivisa, non c’era proprio più spazio in memoria. L’hard disk collettivo era saturo. Al ballottaggio sono arrivati “Come comportarsi durante una cerimonia” e “Storia delle cose e degli uomini”. La prima può servirci ancora, hanno detto. Il passato è passato.
Però hanno detto che ognuno è liberissimo di ricordare da sé. Tutti i testi, tutto quello che è stato verrà compresso in un piccolo aggeggio acquistabile in comode rate. Così se a qualcuno venisse voglia di recuperare qualcosa, può tranquillamente farlo. Che nessuno venga a dire che vogliamo annullare la Storia. Stiamo facendo solo un po’ d’ordine. Un’unica restrizione: non iniziate a raccontare, che ognuno faccia per sé, sennò poi l’hard disk collettivo si riimpalla e dobbiamo adottare misure più drastiche.

….continua…


Mar 1 2011

-Information disorder was not enough-

Ho deciso di peggiorare le mie abilità informatiche.

L’impotenza tecnologica è uno dei problemi trascurabili della nostra Penisola. In più è una cosa che mi interessa pochissimo. Perciò lavorerò duro per portare alla massima entropia questo ambito, voglio togliere le mani da tutti gli altri. Ho una mia personale teoria: più esploro e approfondisco i  territori, più li rendo caotici. E’tutto così caotico. Tutto interagisce con tutto. Il tutto diventa troppo di più della somma delle parti. Più scopro e più cose ci sono da mettere in ordine. La mia tazza incrostata sulla scrivania da giorni e quei fogli fitti di appunti che sono ormai la tovaglia del mio nuovo semestre di studio,  sono un chiaro segnale che sul fronte del dispendio energetico per compiere lavoro utile sono un po’ in affanno. Ho bisogno di una moneta energetica da sfruttare per la mia personale configurazione.

Il mio blog sarà un po’ questo: catturare le spinte e le energie delle informazioni, degli eventi e delle idee che mi ronzano attorno, sul web e sulla carta. Catturarle e stabilizzarle. In una cornice, in una matrice di categorie.

Creare le mie personali prossimità. In altre parole “unire ciò che è diviso, dividere ciò che è unito”.