Incanto scenico

Oggi sono andata a vedere un film, con la pioggia e l’aria di festività in tempi di crisi.The Artist, film muto del XXI secolo.

“Era un film in costume, nel quale si vedeva un’attrice molto carina – che rimarra anonima – macerarsi nel silenzio per un grande dolore, tradendo l’angoscia negli occhioni pieni di sentimento e più eloquenti di Shakespeare. Poi ad un tratto, nel film entrava un nuovo elemento: il rumore che si sente quando ci si porta all’orecchio una conchiglia marina. Allora l’adorabile principessa diceva, come se avesse la gola piena di sabbia: << Sposerò Gregory, a costo di rinunciare al trono >> Fu un colpo tremendo, perché fino a quel momento la principessa ci aveva ammaliato. […] Io però ero deciso a continuare a fare film muti, perché credevo che ci fosse posto per ogni sorta di svaghi. Inoltre ero praticamente un mimo, unico nel suo genere, e, senza falsa modestia, un maestro. Proseguii pertanto la lavorazione di un altro film muto, Le luci della città. […] Dall’avvento del sonoro, che furoreggiava ormai da tre anni, gli attori avevano quasi disimparato a recitare pantomime. Tutto il loro tempismo se ne andava in chiacchiere e non in azione. “

Da Charles C. Chaplin, Charlie Chaplin – La mia vita

Azione e espressione in un film muto ti lasciano tutto il tempo di capire e di riflettere. Il tempo si dilata e c’è solo l’uomo con il suo corpo e la sua volontà. E’ tutto così chiaro e evidente, l’artista è arrabbiato perché è ferito nell’orgoglio, l’artista si spingerà una canna in gola, l’attrice sensuale e stupenda con il suo neo agisce tutta la profondità del suo sentimento.

Gli occhi e le parole possono mentire spudoratamente. Il corpo sta lì e segue il flusso viscerale dell’universo.


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